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Moto Guzzi V7 Special 750 (1969)


Introduzione alla Moto Guzzi V7 Special 750 del 1969
Nel 1969 nacque la Guzzi V7 Special 750, a due anni di distanza dalla commercializzazione della precedente V7.
La nuova V7 presentava una nuova verniciatura bianco-nera con filetti rossi e nuove cromature sul serbatoio che si rivelarono azzeccate.
Rispetto alla precedente, la cilindrata fu portata da 700cm3 a 750cm3, aumentandone così anche lo potenza a 60CV, per rispondere alle esigenze degli importatori americani dove l'interesse per questa moto andava in crescita. Negli Stati Uniti venne però commercializzata con il nome di V7 Ambassador, con differenti colorazioni e la leva del cambio spostata a sinistra.

La Guzzi V7 Special staccava notevolmente dalle altre moto di grossa cilindrata della sua epoca: essa infatti fu concepita privilegiandone comfort, affidabilità e durata, mentre le sue dirette concorrenti erano progettate tutte in chiave sportiva, volte quindi a maggiori prestazioni e penalizzando però la resistenza e il comfort.
La V7 Special infatti vantava una posizione di guida e una sella veramente da fuori serie per la sua epoca, in più la classica architettura a V trasversale (che assicurava un ottimo raffreddamento del gruppo termico e assenza di vibrazioni) e la trasmissione finale cardanica con albero e coppia conica (che non richiedeva la manutenzione e la cura necessarie per la trasmissione a catena) consentivano alla V7 di mostrarsi al passo coi tempi e delle nuove realtà autostradali che andavano via via diffondendosi sulla nostra penisola.
Sempre per questi motivi fu apprezzata anche all'estero, dove i motociclisti già all'epoca sfidavano ogni sorta di tempo atmosferico nei raid come la Amburgo-Vienna.

Un po' di caratteristiche tecniche
Il motore della «V7 Special » (e anche della «V7» normale) è un bicilindrico a V trasversale, come abbiamo detto. Il V tra i cilindri è di 90°, cosicché gli scoppi sono alternativamente distanziati di 270° e di 450°; non si ha quindi regolarità ciclica, ma l'equilibrio delle masse risulta totalmente soddisfacente.
Il carter è in lega leggera, cosi come i cilindri (con le canne cromate a spessore) e le teste.